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"Materiali spiegati"-1- 2- 3

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Qualche breve spiegazione per aiutare un neofita a
capirne di più......sui materiali -2-


Principalmente in uso sotto forma di anelli servono per costruire soste, protezioni su ancoraggi naturali e longe.
Fettucce: piatte o tubolari possono essere in poliaminide o in dynema (per le caratteristiche di forte tenuta di questo materiale le relative fettucce sono più strette e leggere rispetto alle altre). In commercio se ne trovano di già cucite e testate con misure di 1 e 2m altrimenti devono essere chiuse con il "nodo fettuccia".
Cordini: strutturati in un'anima ed una guaina possono essere in nylon, in dynema o in kevlar.
Il nylon è il classico materiale di costruzione delle corde per cui i relativi anelli di cordino devono avere un diametro >8mm (per i costruire i nodi autobloccanti bastano 6mm) o comunque le caratteristiche di una "mezza corda".
Il kevlar e il dynema sono invece materiali che hanno caratteristiche di tenuta maggiori per cui il diametro solitamente in uso è 5,5 o 6mm. Rispetto al nylon hanno costi superiori. Il kevlar è un materiale rigido e sensibile agli spigoli vivi, non va quindi utilizzato in molte situazioni che potrebbero danneggiarlo, va controllato e sostituito periodicamente (tanto è vero che in Francia nei negozi di articoli di montagna non viene venduto!) ma ha un elevato punto di fusione (è considerato un materiale ignifugo) per cui è particolarmente indicato per costruire il nodo autobloccante per la discesa in corda doppia.
Il dynema è un materiale morbido ma con un punto di fusione basso, non è quindi da utilizzare per costruire il nodo autobloccante per la discesa in corda doppia ma va bene per tutto il resto.
esempi di anelli di fettuccia cucita
cordino in kevlar trecce di cordino in dynema


Una particolare nota va fatta a a questa particolare fettuccia cucita in modo tale da sembrare una catena. Ad un principiante può servire unicamente come longe per le discese in corda doppia, non è necessaria ma è sicuramente comoda.
esempi di daisy chain


Costituito da una calotta esterna resistente agli urti e ai colpi, solitamente con alcuni fori che permettono di areare, ha all'interno una struttura regolabile ed un sottogola che permette la chiusura del casco stesso.
In arrampicata e/o alpinismo il casco serve prevalentemente a proteggere la testa da eventuali cadute di sassi, ghiaccio e oggetti provenienti dall'alto e da urti contro la roccia o altro. Negli ultimi tempi la tendenza delle case produttrici è quella di mettere sul mercato caschi sempre più leggeri e dalle regolazioni veloci. Per la sua scelta conviene fare più prove con diversi modelli al fine di trovare quello che "calza" meglio.
casco dalla struttura classica casco dalla struttura leggera


E' probabilmente l'articolo che ci pone maggiormente davanti all'imbarazzo della scelta. Anche lo zaino, di qualunque tipo esso sia, va provato: non tutti gli schienali vanno bene a tutti!: deve permettere di scaricare il peso sui fianchi e di alzare la testa anche con un eventuale caschetto. Detto questo siamo dell'idea che uno zaino valido per il tipo di attività che proponiamo debba avere le seguenti caratteristiche:
capienza dai 30l ai 40l
assenza di tasche laterali e bastino
materiali di costruzione leggeri (poco più di 1kg)
chiusura non a cerniera
esempi di zaini a struttura leggera


Negli ultimi 10 anni anche lo scarpone tecnico ha avuto un'evidente evoluzione: dall'antico scarpone in cuoio si era passati allo scarpone in "plastica" e ultimamente si è tornati (con ovvie evoluzioni tecnologiche) al cuoio/tessuto. Siamo sulle Alpi e sicuramente, anche in inverno, il nuovo scarpone in cuoio ci può dare garanzie di calore pur mantenendo quella sensibilità che con la plastica era andata persa: non è una questione di mode ma di evoluzione tecnica dei materiali. Detto questo ognuno a seconda della forma del suo piede provando vari modelli di marche diverse deve trovare il suo con l'unico accorgimento che per un attività alpinistica basta uno scarpone semiramponabile mentre per un attività su ghiaccio invernale conviene che lo scarpone sia completamente ramponabile.
esempi di scapone in cuoio esempi di scarpone in fibra plastica


I ramponi costituiscono un sistema di punte regolabile in lunghezza che si agganciano sotto la calzatura in modo tale da non scivolare quando si vuole progredire su terreno ghiacciato. Il collegamento alla calzatura può essere di vario tipo:
universale (a laccetti o con una doppia gabbietta -per punta e tallone-) che vanno bene per ogni tipo di scarpa e scarpone
semiautomatici per scarponi che prevedono almeno la ramponabilità sul tallone
automatici per scarponi che prevedono la ramponabilità sia sul tallone sia in punta
In ogni caso un rampone è un "rampone serio" solo se è in acciaio!
Oramai, anche a livello amatoriale, le attività si sono così specializzate che un rampone troppo polivalente sarebbe assai penalizzante nell'attività specifica. Per cui distinguiamo:
rampone d'alpinismo classico: è solitamente semiautomatico, ha una struttura con le punte anteriori orizzontali ed è indispensabile che venga acquistato con l'antizoccolo (placca plastica posizionata sotto il rampone, impedisce lo scomodo e pericoloso accumularsi della neve sotto di esso)
rampone da cascata: solitamente è automatico e fino ad un po' di tempo fa aveva una struttura particolarmente rigida, ora meno, la parte anteriore è abbastanza aggressiva e può presentare una o due punte anteriori verticali, l'antizoccolo è più che opportuno
rampone da scialpinismo: di solito serve per arrivare in vetta a quelle cime che essendo rocciose non sono raggiungibili in sci oppure se si devono superare tratti gelati o ghiacciati che risulterebbero troppo difficoltosi e pericolosi superare con gli sci, è comodo che siano automatici ed essenziali (10 punte sono più che sufficenti), l'antizoccolo è da considerare.
Sono considerati da scialpinismo dei ramponi in lega leggerissimi ma sappiate che valgono quanto pesano ed in caso di ghiaccio vivo è come non averli.
rampone con chiusura universale a laccetti rampone con chiusura universale a doppia gabbietta rampone con chiusura universale con sistema charlet-moser
rampone classico con chiusura semiautomatica rampone classico con chiusura automatica
rampone da cascata bipunta rampone da cascata monopunta
rampone automatico in lega leggera:
la suo unico pregio è che non pesa nello zaino


E' l'attrezzo compagno dei ramponi ed è costituito da un manico diritto o curvo, da una parte presenta un puntale, che facilita l'inserimento nel manto nevoso e dall'altra una becca (necessaria quando si vuole ancorare la picca al ghiaccio) opposta ad una paletta o una massa battente. La piccozza classica, necessaria per un attività alpinistica classica dove non si affrontano pendenze su ghiaccio minori dei 40° ha una becca con un profilo superiore convesso ed un manico diritto. Anche se il suo utilizzo principale è in appoggio non vuole dire che debba avere la funzione di bastone quindi è bene non acquistare delle antenne! (per una persona alta 170cm una picca da 50 o al massimo 55cm è più che sufficiente).
Quando le pendenze aumentano la tecnica di progressione cambia e così anche gli attrezzi. Per arrampicare su ghiaccio ripido sono necessarie due picche che hanno una becca con un profilo superiore concavo ed un manico curvo, negli ultimi anni, come evoluzione dell'attività competitiva sono state messe sul mercato picche con manici in cui è ricavata un autentica maniglia, è ovvio che il loro uso è particolarmente specifico.
Premesso che le piccozze da cascata negli nel giro di una decina d'anni hanno avuto un evoluzione tale da modificare regole e modi di arrampicare in modo abbastanza radicale, il nostro suggerimento principale è quello di non comperare materiale vecchio anche se a buon mercato!
Come per i ramponi esistono picozze in materiale leggerissimo (con becca in lega), indicate per uso scialpinistico, ma servono di meno che un bastoncino da trekking.
esempi di piccozze classiche piccozza classica senza puntale (manico tagliato)
alleggerita per l'attività scialpinistica
piccozze da giaccio classico: il manico è curvo ma non così tanto come le picche da cascata piccozze da cascata piccozza da cascata con gancetto (opzionale per l'indice)
vecchio modello di piccozza da cascata: il manico e dritto con una leggera rientranza nella parte bassa piccozza con impognatura ergonomica:
ultima evoluzione!


altre brevi spiegazioni sui materiali...... 1 -  3

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